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Lo sviluppo del linguaggio avviene nel bambino attraverso una serie di fasi e tappe che si susseguono solitamente in maniera del tutto naturale, tanto che il genitore non avverte questo percorso, ma si sorprende dei continui progressi e nuove conquiste del proprio figlio.

Solitamente ci si concentra più sull’aspetto della produzione e cioè su quello che il bambino dice, dai primi vocalizzi fino alle parole. In realtà l’ascolto e la comprensione dei suoni e delle parole della lingua madre iniziano nel bambino in epoca molto precoce e cioè da quando ancora si trova nel grembo materno. I suoni, seppur attutiti, arrivano all’orecchio del bambino iniziando a formare le prime connessioni nervose ed i primi modelli di riconoscimento della voce dei genitori e dei suoni esterni.

Una volta nato il bambino inizia a categorizzare le informazioni che riceve dall’ambiente esterno formando man mano che cresce un personale vocabolario di parole conosciute che presto verranno utilizzate in produzione. Nel frattempo grazie alla maturazione del sistema nervoso e delle abilità motorie il bambino è in grado di interagire maggiormente con l’ambiente che lo circonda: sorride, allunga le mani per afferrare oggetti, sta seduto, si guarda attorno ecc.

E’ attorno ai 12-18 mesi che compaiono le prime produzioni di senso compiuto; le prime parole pronunciate sono solitamente accolte con grande entusiasmo dai genitori e questo spinge il bambino a portare avanti per errori e tentativi la propria conquista nel mondo del linguaggio. Dal momento in cui vengono pronunciate le prime parole inizia la cosiddetta fase dell’esplosione del vocabolario (12-18 mesi) in cui il bambino accresce in maniera esponenziale il proprio repertorio linguistico che è solitamente composto da semplici parole di due sillabe piuttosto simili tra di loro con preferenza sistematica per alcuni suoni (es. papà, pappa, pipi…). In questa fase non è presente alcuna forma grammaticale e le frasi sono composte da una sola parola es. “pappa” per “voglio mangiare la pappa”.

L’espansione del vocabolario continua sia nel numero di parole prodotte che nella variabilità di suoni utilizzati. A partire dalla conquista delle prime 100-150 parole inizia una fase combinatoria e cioè di formazione delle prime frasi composte da due elementi es. “mamma pappa” per “mamma voglio mangiare la pappa”.

A partire dai 24 mesi si ha una continua progressione del bambino che pur commettendo errori di semplificazione sia nella forma che nella struttura delle parole avanza alla conquista del linguaggio. È doveroso sottolineare come le tappe riportate, possano essere molto variabili da bimbo a bimbo, soprattutto fino ai 24 mesi. Dai 24 mesi in poi, la variabilità tende a ridursi e i livelli linguistici dei bambini tendono ad equivalere.

Intorno ai 4 anni il linguaggio dovrebbe essere sostanzialmente strutturato in tutti i suoi aspetti: buon livello lessicale, frasi corrette complete e ben strutturate, buona produzione dei suoni senza distorsioni (possono essere ancora non prodotti i suoni R, Z o essere presenti semplificazioni su gruppi consonantici difficili).

In alcuni casi queste tappe non sono rispettate e i bimbi si dimostrano in difficoltà rispetto a quanto precedentemente scritto. A volte il linguaggio si presenta solamente in ritardo: questi bimbi vengono definiti late bloomers e cioè bambini che “sbocciano in ritardo”. Intorno ai 3 anni la maggior parte di questi recupera le proprie difficoltà.

In altri casi vi può essere totale assenza del linguaggio a 24-30 mesi o persistenza di un vocabolario limitato per più mesi; vi possono essere anomalie nel comportamento comunicativo del bambino; altri casi ancora in cui il bambino pur avendo acquisito un minimo di linguaggio sembra far fatica nell’articolare i suoni e nell’organizzarli nelle parole e nelle frasi.

E’ importante non allarmarsi ma parlarne innanzitutto con il proprio pediatra e rivolgersi ad un professionista per una valutazione delle abilità linguistiche e comunicative del proprio bambino. Il professionista sarà in grado di consigliare non solo l’eventuale trattamento per potenziare gli aspetti linguistici ma anche strategie e accorgimenti per incrementare, favorire e accogliere lo sviluppo linguistico del bambino nell’ambiente familiare.

Il linguaggio infatti è un’abilità complessa che va coltivata ogni giorno anche attraverso le piccole esperienze di vita che vengono offerte ai propri bambini. Ogni bambino va rispettato nei propri tempi e nelle proprie difficoltà non forzandolo ma intervenendo in maniera delicata e naturale per potergli permettere uno sviluppo il più sereno e armonico possibile.